SAN NICOLO', casa canonica della chiesa madre di Melilli
progetto
arch. S. Benintende, arch. S. G. Ferlito, arch. M. Nicolosi
localizzazione
Melilli (Siracusa), IT
dati dimensionali
350 mq superficie totale
cronologia
2005-2006 progetto
2006-2008 realizzazione
costo dell'opera
euro 290.000,00
Il progetto di restauro della Casa Canonica della Chiesa Madre di S. Nicolò Vescovo a Melilli nasce da un incarico del 2005 da parte dell'Arcidiocesi di Siracusa, che aveva come obiettivo quello di restituire a beneficio della comunità uno dei principali edifici storici del locale patrimonio ecclesiastico.
L'edificio trae le sue origini storiche congiuntamente alla fondazione della comunità, tramite la costruzione di un nucleo originario: sono del 1896 le notizie che lo descrivono già come piccola sacrestia, un ambiente ad unica elevazione ed in quota con il piano della Chiesa con la quale comunicava attraverso un passaggio.
Successivamente, prima del 1919, fu completato l'edificio nell'ambito degli interventi promossi dal programma di Papa Pio XI, disegnando la volumetria e l’aspetto odierno. La Casa Canonica mantiene la sua funzione sino ai primi anni ottanta, quando vi si insedia un istituto scolastico che ne altererà alcune caratteristiche sia distributive che volumetriche, occupando la corte retrostante. Il terremoto del 1990 causerà infine i dissesti strutturali più evidenti, dalla creazione di lesioni passanti fino alla sconnessione di copertura e solai con la muratura portante.
L'intervento di progetto ha come obiettivo la restituzione delle qualità spaziali originarie accanto al mantenimento di una valenza tipologico-distributiva che possa accordarsi alle più complesse esigenze di programma. Si restituiscono all'edificio sia la continuità altimetrica tra piccola sacrestia e Chiesa Madre, sia il silenzio della corte retrostante. Si restituisce inoltre la permeabilità dell'opera attraverso quel cannocchiale che univa la strada e la corte in maniera diretta, attraverso la continuità degli accessi. La Casa Canonica si rimpossessa quindi di quelle caratteristiche originarie che facevano dell'edificio un organismo mediano tra un vuoto “pubblico” - la strada e la piazza – e un vuoto “intimo”, il silenzio della corte interna. A questa dualità corrisponde peraltro la restituzione delle sue due funzioni consolidate: il ruolo educatore dell'opera pastorale, aperto alla comunità, accanto all'intimo di una residenza privata.